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Proxmox come Cloud Privato: Mapping LXC/VM verso paradigmi AWS

Come trasformare un mini PC N100 in un'infrastruttura resiliente utilizzando Proxmox, Docker e nftables

Introduzione: Efficienza e Architettura

Nel panorama IT moderno, la capacità di astrarre l’hardware e gestire risorse in modo efficiente è fondamentale. Per dimostrare la mia padronanza dei concetti di virtualizzazione e networking, ho progettato e implementato un Private Cloud basato su Proxmox VE.

La scelta di un mini PC Intel N100 non è stata dettata solo dal rapporto prestazioni/prezzo (200€), ma dalla sfida tecnica di ottimizzare carichi di lavoro concorrenti con un basso overhead energetico, garantendo al contempo una buona resilienza e testare i limiti di questa infrastruttura. Tale ambiente è da considerare di testing, ma con alcuni sacrifici e una strategia di gestione delle risorse si può raggiungere un ottimo compromesso tra affidabilità, efficienza e velocità in modo da replicare un’infrstruttura professionale. È possibile pensare di inserire questo modello infratrutturale in una piccola impresa che vuole abbracciare la Data Sovereignty. La Data Sovereignty è il concetto secondo cui i dati sono soggetti alle leggi del paese o della regione in cui sono stati generati e talvolta definita residenza dei dati garantendo privacy, sicurezza e la governance dei propri sistemi informativi.


Il Mapping Tecnologico: Dal Ferro al Cloud

Di seguito, come componenti del mio ambiente Proxmox si mappano rispetto ai servizi offerti da Amazon AWS:

Componente LocaleEquivalente AWSFunzione Core
VM Debian (KVM)Amazon EC2Carichi di lavoro isolati e persistenti.
LXC ContainersAmazon ECS / FargateMicroservizi a bassa latenza e alta densità.
Nginx Proxy ManagerApplication Load BalancerTerminazione TLS e routing del traffico.
nftables / UFWSecurity Groups / NACLFiltraggio pacchetti e segregazione di rete.
Wireguard VPNAWS Client VPNAccesso sicuro al piano di gestione (OOB).
Bash & SystemdAWS Systems ManagerAutomazione, CI/CD e lifecycle management.

Sicurezza e Hardening: “Defense in Depth”

In un ambiente esposto la sicurezza non è un elemento opzionale. Ho scelto due servizi che non richiedono un carico elevato di risorse, Vaultwarden e Navidrome. Un terzo servizio, Jellyfin, che va gestito in maniera efficiente per non mandare il server in overload saturando la RAM o mandando la CPU in throttling toccando temperature proibitive che a lungo andare posso rendere il server non solo inutilizzabile, ma addirittura irreparabile.

Ho implementato una strategia di difesa a più livelli per proteggere i servizi critici in questione.

  • Identità e Accesso: L’accesso SSH è limitato esclusivamente a chiavi asimmetriche, eliminando il vettore di attacco brute-force.
  • Network Security: Utilizzo nftables per un controllo granulare. A differenza di un firewall standard, nftables mi permette di gestire il traffico tra le VM e i container di Proxmox con precisione chirurgica.
  • Intrusion Prevention: Software come Fail2Ban e SSHGuard monitorano i log in tempo reale, mentre rkhunter e ClamAV garantiscono l’integrità del file system.
  • Anti-Spoofing: Modifiche mirate a host.conf per prevenire attacchi di spoofing a livello host.

Automazione e Filosofia Linux

Il passaggio da Windows a Linux ha segnato un cambio di paradigma: “Everything is a file”.

Gestisco il deployment e la manutenzione tramite una libreria personale di script Bash e Systemd units. Questo approccio mi permette di avere log trasparenti e flussi di backup temporizzati, garantendo una flessibilità che i pannelli di controllo predefiniti spesso limitano.

Esempio di Automazione: Gestione Servizi

Utilizzo script custom per orchestrare il restart dei container Docker all’interno delle VM dopo gli aggiornamenti di sistema, assicurando che le dipendenze di rete siano attive prima del boot delle applicazioni.

# Questo è un file di config per il Jail di fail2ban. 
# Apro il file con vim, l'editor da terminale che preferisco.

vim /etc/fail2ban/jail.local

# Blocco di codice, filtraggio per l'auth degli IP.
[sshd]  
enabled = true
port = ssh
filter = sshd
logpath = /var/log/auth.log
maxretry = 3
findtime = 300
bantime = 3600
ignoreip = 127.0.0.1